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La
metafora in psicoterapia
Per
mezzo del gioco o metafora agita si possono analizzare e sperimentare le
possibili combinazioni di idee, emozioni e unità di comportamento tra due o
più persone, il gioco dello braccio di ferro o il duello con le scimitarre
possono ad esempio attivare un confronto fisico tra un padre e un figlio o tra
un adolescente ed un terapeuta, permettendo l'espressione attiva, seppure
mediata, delle reciproche aggressività ed un contatto fisico che permette un
analogo contatto affettivo. Ciò e soprattutto utile per il genitore bloccato
in un ruolo stereotipato che potrà sperimentare in terapia, lo spostarsi sul
piano generazionale facendo ora il bambino ora il vecchio saggio. Si può poi
riuscire a coinvolgere tramite un gioco un figlio chiuso in se stesso che
tende all'isolamento coinvolgendolo. Il gioco può quindi diventare un
progetto terapeutico ed allo stesso momento un elemento di Joining (supporto).
E importante che il terapeuta assuma nell'interazione con il nucleo familiare
un atteggiamento criptico ed imprevedibile ciò gli consentirà di stimolare la
famiglia a porsi interrogativi nuovi e quindi ad evitare una progressiva
passivizzazione del gruppo che perde la curiosità se il terapeuta adduce
spiegazioni. In altri termini bisogna essere imprevedibili. Per mezzo della
metafora il terapeuta può coinvolgere l'intero gruppo familiare a effettuare
dei giochi, avvalendosi per esempio della cassa di giochi presenti dal
terapista, nei quali per quanto loro lo evitino emergono sempre delle
modalità relazionali e dei modi di essere che indicano al terapeuta la strada
da seguire di volta in volta ed i progressi raggiunti. La metafora si pu•
anche attuare per mezzo delle parole: il pene che piange in un sintomo
enuretico da l'idea di una carenza affettiva paterna; i borderline John che
viene paragonato al pazzo o al re e che poi la famiglia riesce su
stimolazione del terapeuta ad intravedere nella sorella una nuova metafora
della regina.